È attivo lo Sportello marchigiano per il microcredito imprenditoriale. Promosso dalla Regione, è rivolto a coloro che intendono avviare o potenziare un’attività di impresa o di lavoro autonomo e trovano difficoltà di accesso al tradizionale credito bancario. Prevede una dotazione finanziaria di circa 8 milioni di euro.
A seguito di una procedura di gara, viene erogato da Fidipersona e dalla Fondazione Ottavio Sgariglia-Dalmonte che raddoppiano, nel triennio, la dotazione regionale di 3,83 milioni di euro. L’obiettivo della Regione è quello di fornire una risposta finanziaria immediata e veloce agli imprenditori più piccoli e fragili esposti alle ricadute economiche accentuate dell’emergenze in corso.
“Quella che viviamo è sicuramente una delle fasi più complicate dal dopoguerra a oggi – ha evidenziato il presidente Francesco Acquaroli – Prima la crisi del 2008, poi le sanzioni introdotte a seguito dell’annessione della Crimea, il sisma, la pandemia e gli attuali scenari ucraini: tutto sta diventando sempre più complicato.
A soffrire di più, sul lato economico, sono le piccole e medie imprese che spesso non trovano un interlocutore per i propri problemi. Iniziative come questa della Regione Marche hanno il merito di sostenere la struttura portante del nostro sistema economico e di muoversi nella direzione richiesta dagli imprenditori”. “Il tessuto imprenditoriale delle Marche è prevalentemente composto da piccole imprese – ha rimarcato l’assessore al Bilancio Guido Castelli – Il problema della dimensione aziendale può determinare difficoltà di accesso al credito per la più complessa condizione di bancabilità che determina.
Abbiamo perciò ritenuto doveroso investire sulle opportunità offerte dal microcredito imprenditoriale che si caratterizza non solo per le condizioni di particolare flessibilità, ma perché si fonda su un’assistenza garantita dai gestori dei fondi”. Castelli ha stimato in “circa 400 le piccole e piccolissime imprese che avranno la possibilità di accedere a prestiti a tassi assolutamente agevolati”. Paolo Silenzi (presidente di Fidipersona, società nata nel 2013 su volere delle principali associazioni di categoria marchigiane), ha evidenziato come “la nostra finalità non è solo quella dell’erogazione del credito, ma perseguiamo anche l’inclusione sociale delle imprese che vogliono riconvertire le proprie attività aziendali e produttive.
Siamo i compagni di viaggio, nella fase di avvio dell’attività imprenditoriale, per molti soggetti non bancabili in quanto non dispongono di un patrimonio minimo o perché start up. Lo facciamo con il tutoraggio per tutta la durata del finanziamento, aiutandoli a conseguire gli obiettivi individuati”. Altro partner di questo progetto, riunito in una Ati (Associazione temporanea di impresa) è la Fondazione Ottavio Sgariglia-Dalmonte (emanazione della Cassa di risparmio di Ascoli Piceno).
Il presidente Longino Carducci ha sottolineato come l’operazione “abbia valore doppio per il Sud delle Marche: la Fondazione può impegnare risorse aggiuntive per il territorio, senza intaccare quelle che già destina al welfare di comunità, innescando un effetto moltiplicatore sulla crescita economica locale”.
L’agevolazione (concessa senza iscrizione ipotecaria o altra garanzia) consiste in un finanziamento a un tasso conveniente, della durata massima di 84 mesi e di importo massimo di 40 mila euro, elevabile fino a 50 mila euro.
Le imprese inizieranno a rimborsare il microcredito, a decorrere dall’anno successivo dalla concessione, con rate mensili costanti.
I percettori dovranno avere un attivo patrimoniale non superiore a 300 mila euro, ricavi lordi fino a 200 mila euro e un livello di indebitamento non superiore a 100 mila euro. I professionisti e le imprese interessate dovranno avere sede legale e operare nelle Marche.
Con l’attivazione del Fondo per il microcredito imprenditoriale la Regione garantisce una risposta tempestiva alle microimprese con esigenze finanziarie di minore importo, minimizzando costi, tempi e istruttoria di erogazione. Lo strumento si rivela particolarmente adatto allo sviluppo di un progetto di impresa in fase di start up o entro i cinque anni di apertura della partita Iva.
È destinato alle imprese individuali e ai lavoratori autonomi, titolari di partita Iva da non più di cinque anni e con massimo cinque dipendenti. Possono accedervi anche società di persone, società tra professionisti, s.r.l. semplificate e società cooperative, titolari di partita Iva da non più di cinque anni e con massimo nove dipendenti.

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