Gli adolescenti e le discoteche chiuse, mascherine obbligatorie negli orari degli apocalittici assembramenti delle notti all’insegna della movida.
Il Prof. David Lazzari (Presidente del Consiglio nazionale dell’Ordine degli Psicologi italiani), uomo del fare, postava qualche mese fa  sulla pagina ufficiale del consiglio:

”Quello che si vede in giro è preoccupante. Assembramenti incontrollati e mascherine dimenticate o portate in modo approssimativo come inutile gadget. Igienizzazioni dimenticate. Sembra prevalere un collettivo ‘liberi tutti’ che rischia di riportare il virus nelle case. La ricerca psicologica ha mostrato che nel pericolo collettivo si attiva una diffusa disponibilità a cooperare che però è condizionata dai comportamenti sociali più diffusi (conditional co-operation).

Se sono troppi quelli che non collaborano alla fine ci si allinea verso il basso. Come dimostra la teoria detta delle finestre rotte confermata da numerosi esperimenti. Il disordine chiama disordine e incentiva comportamenti negativi. Così prevalgono le abitudini pre-Covid sui comportamenti protettivi, che richiedono consapevolezza e responsabilità. È quindi importante un forte richiamo all’interesse collettivo. Il comportamento individuale oggi più che mai ha un valore generale, non solo per l’individuo. Chi si protegge, protegge tutti. Chi si espone, espone tutti. Un altro lockdown avrebbe conseguenze devastanti dal punto di vista psicologico, oltre che economico. Dobbiamo evitarlo con un impegno comune, il futuro dipende da ciascuno di noi, dal nostro senso di comunità”.

Sappiamo bene, noi professionisti della psiche, che per l’adolescente il gruppo degli amici (in psicologese si definisce gruppo dei pari) è fondamentale e fondante. Il primo gruppo sociale che il giovane in crescita incontra dopo quella della famiglia. E condividere comportamenti permette di sentirsi parte del gruppo, permette di esercitare le peculiarità importantissime in questa fase delle relazioni amicali e dei primi amori. Dunque se tutti lo fanno lo farà anche Lui. Se tutti rispettassero adeguatamente le regole di condotta preventive, probabilmente ogni giovane le seguirebbe naturalmente. L’accaduto però si è dimostrato all’opposto. Nessuno osserva le regole e probabilmente il dictat del Gruppo è l’inosservanza.

È inoltre caratteristico di queste età il rifiuto della legge dei padri: le regole tanto spesso maldestramente imposte dai genitori, vengono rifiutate bellamente! Il giovane, ad onor del vero, è bene che trovi la sua strada creativa anche se in una fase in cui i devi funzionano molto poco. La spinta a crearsi un’identità adulta, spesso è in controtendenza ai precetti educativi.

Però il punto è, che per il loro stesso bene, questa volta dovrebbero proprio essere ligi. Ne va della loro salute e di quella di tutti noi! Freud diceva che 3 sono i mestieri impossibili: governare, psicoanalizzare e, appunto, educare!! Cosa che va letta, direi, nel senso dell’imposizione malesplicata di precetti imposti.

La soluzione?? Difficile e con i suoi tempi non immediati. Parlarne senza ombra di dubbio. Ma parlarne dando innanzitutto loro la parola, ASCOLTARLI finalmente!! Escamotage in cui trova senso più che mai una legge che sia di derivazione autorevole e non autoritaria: proprio perché quello che passa tra le Generazioni, non sono imposizioni autoritarie, ma ESEMPI. Proprio quegli esempi di condotta che tanto rendono le precedenti Generazioni autorevoli.
Mi spiego: un genitore, un istituzione, un governo può sgolarsi all’infinito, con i scarsissimi risultati che abbiamo visto, per far indossare loro la mascherina… ma se poi sono proprio i precettori che danno invece messaggi impliciti del tipo “Mah, sì… facciamo all’italiana!”.

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