Ci risiamo. L’anpi, la Cgil e Repubblica chiedono che si faccia fuori, professionalmente, chi non la pensa come loro. Era già successo a me, sospeso dall’insegnamento per un mese, con la decurtazione dello stipendio, per aver difeso la libertà di pensiero contro chi la negava dinanzi ai miei studenti. In realtà fui sospeso per un post su Fb del 2016, del tutto manipolato, travisato e interpretato partigianamente e strumentalmente, dopo che le motivazioni iniziali con le quali fui inquisito, ovvero i fatti della nota conferenza dell’Anpi nel mio liceo, caddero miseramente. Ora i censori, i custodi della memoria a senso unico, gli assassini della critica democratica e del confronto, chiedono la testa di Filisetti, dirigente regionale della pubblica istruzione marchigiana, per aver fatto girare una lettera che cita la parola “Patria” senza affiancarla alle parole “schifo”, “rudere”, “errore”. In tale lettera si ricordano i caduti della Grande Guerra, evidenziandone il coraggio e l’abnegazione per la propria terra e la propria gente. Tale lettera, che io oltre a condividere trovo normalissima, sarebbe stata copiata da un discorso di Giovanni Gentile. Ora, il problema di Anpi e affini è un’ignoranza macroscopica e una malafede palpabile. L’Anpi parla infatti di ““retorica bellicista, intrisa di nazionalismo” ma non dice che tale lettera, invece che da Gentile, che nonostante il ruolo avuto nel ventennio rimane il più grande filosofo italiano del ‘900, poteva essere stata ispirata da personaggi vissuti ben prima della nascita del fascismo. I concetti di Patria e lo stesso nazionalismo, che non per forza va accostato all’aggressività bellica o coloniale ma che invece può declinarsi all’interno di uno spirito agonico non violento, sono gli stessi che permeano l’intero risorgimento italiano. Se si legge un Mazzini, ad esempio, essi sono centrali. Ma quelli “de sinistra”, che di sinistra ormai non hanno neanche più i vessilli, sono gli stessi che di fronte al motto “Dio, Patria e famiglia” gridano allo peggior squadrismo senza conoscerne la fonte! Allora l’Anpi abbia il coraggio di censurare ed estirpare dai programmi scolastici anche il Leopardi che scrisse : “Come cadesti o quando/ da tanta altezza in cosí basso loco?/ Nessun pugna per te? non ti difende/ nessun de’ tuoi? L’armi, qua l’armi: io solo/ combatterò, procomberò sol io./ Dammi, o ciel, che sia foco/ agl’italici petti il sangue mio”.
Per non parlare poi delle produzioni artistiche del periodo 1914-1918, le quali sarebbero quasi per intero da censurare.
Che l’Anpi se ne faccia una ragione: l’identità italiana è fatta anche dai suoi eroi e se qualcuno non è d’accordo con il celebre motto di Bertold Brecht sugli stessi, non può essere censurato. L’Anpi non riuscirà a cancellare il “non passa la straniero” e sostituirlo con i più miti e pavidi messaggi bergogliani, meticcisti e mondialisti, perlomeno finchè rimarranno maggioranza nella nostra Nazione i figli e i nipoti di coloro che l’Italia l’hanno fatto e per essa hanno combattuto, contro questo o quell’altro non fa differenza. E’ vero che anche per questo i nostri si stanno attrezzando e che, anzi, sono a buon punto.
Se l’Anpi e Repubblica intendono bruciare, come nei roghi nazionalsocialisti, il libro Cuore di De Amicis, che parla non a caso di scuola e di Patria, lo devono dire apertamente. I magistrati e i giuristi da loro sollecitati ci devono comunicare la lista di tutti quegli autori, saggisti, poeti, musicisti, che non possono essere nominati, come Gentile, e quali opere di questi, e di esse quali passi, quali pagine, e perchè!
Gli italiani sono la somma delle generazioni di altri italiani che li hanno preceduti e, mi dispiace, non possiamo farli fuori sostituendo a loro Marx, Bakunin Adorno o Sartre, piuttosto che Greta, Saviano o Scanzi, se non altro per questioni di decenza estetica.
Questo continuo martoriare la storia patria e la stessa costituzione, che garantisce il pluralismo, non l’avrà vinta neanche ricorrendo agli schifosi strumenti giuridici da Germania est, quali il reato d’odio o la legge antifakenews, versioni recenti delle censure totalitarie.
E, da ultimo, mi si censuri questo, prego:

“È anche proprio della tirannide di non compiacersi con nessuno che abbia uno spirito dignitoso e libero […] È anche proprio della tirannide avere come compagni di tavola e d’ogni giorno i forestieri anziché i concittadini, poiché questi gli sono nemici, quelli non hanno motivo di contesa con lui”
Platone, Politica, V

“Quando tutto il mondo fu cittadino Romano, Roma non ebbe più cittadini; e quando cittadino Romano fu lo stesso che cosmopolita, non si amò né Roma né il mondo: l’amor patrio di Roma divenuto cosmopolita, divenne indifferente, inattivo e nullo: e quando Roma fu lo stesso che il mondo, non fu più patria di nessuno, e i cittadini romani, avendo per patria il mondo, non ebbero nessuna patria, e lo mostrarono col fatto”
G.Leopardi, Zibaldone di pensieri

“Parenti, sorelle e fratelli, sposa, figli, siano per voi come rami collocati in ordine diverso sulla stessa pianta. Santificate la Famiglia nell’unità dell’amore. Fatene come un Tempio dal quale possiate congiunti sacrificare alla Patria. Io non so se sarete felici; ma che così facendo, anche di mezzo alle possibili avversità, sorgerà per voi un senso di pace serena, un riposo di tranquilla coscienza, che vi darà forza contro ogni prova, e vi terrà schiuso un raggio azzurro di cielo in ogni tempesta”
G. Mazzini, Doveri dell’uomo, VI



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